Profilo della persona e strategia di leadership per costruire la relazione più importante dell'ingresso. Base: profilazione da fonti aperte (LinkedIn) + principi di comando di Echelon Front (Extreme Ownership). Fine: entrare a fianco, non sopra, e trasformare l'incumbent in coautore.
Un professionista di relazione, leale alla sua squadra, orgoglioso e — a parole — aperto al cambiamento. Non è un fortino ostile: è uno che può sentirsi ferito se percepisce di essere scavalcato. La rotta "a fianco, non sopra" non è solo etica: con questo tipo di persona è la tattica ottimale.
FATTO dato esplicito dal profilo INFER. deduzione ragionata IPOTESI plausibile, da verificare
Il custode-connettore: un tecnico di lungo corso cresciuto dentro il manifatturiero vicentino, che mette squadra e relazioni prima della tecnologia esibita, orgoglioso del proprio radicamento e — dichiaratamente — disposto a rimettersi in discussione.
| Fase | Cosa dice di lui |
|---|---|
| GBM '94-97 · Sanmarco Informatica '97-06 (9a) | DNA formato su produzione, MES, schedulazione (Skedula) e contatto diretto col cliente industriale. |
| Easy Soft '06-08 | Lato relazione-cliente e delivery: avviamenti software, gestione servizio. |
| TURO Italia '08-22 (13a 4m) | Il radicamento. Da fornitore a cliente finale; team IT proprio; sviluppo CRM Java/Vaadin integrato con l'ERP; integrazione sistemi (magazzino automatico, marcatore laser). 13 anni = lealtà e tempi lunghi. |
| Emile Egger & Cie — Group CIO '20-22 | Salto a CIO di gruppo internazionale: 12 persone tra IT/CH/DE/IN, Dynamics F&O, sede Neuchâtel. Ha già vissuto l'unificazione IT multi-paese. |
| Gonzato Group — Group CIO '22 → oggi | Rientro manifatturiero vicentino "in grande cambiamento generazionale e tecnologico"; Sage X3; introduzione CRM/PLM/SharePoint/MES. |
IPOTESI Sovrapposizione TURO/Egger: TURO Italia probabile controllata italiana del gruppo Egger (hashtag #eggergroup nei post) — doppio ruolo, chiusura netta a mar 2022. Transizione, non fuga.
Forte su ERP (Sage X3 + Dynamics F&O), MES/schedulazione (terreno d'origine, "di pancia"), CRM/sviluppo interno Java-Vaadin (progetto-firma di cui è orgoglioso, citato più volte), integrazione sistemi/dati, fornitori, team internazionali.
Si autodefinisce: "proteggo il presente tecnologico… e ne progetto il futuro." "Proteggo" viene prima di "progetto": forte investimento identitario sull'esistente. E non compare governance / ISO / NIS 2 / security — coincide col gap aziendale. È la tua complementarità naturale, ma va trattata come "layer diverso", mai come sua lacuna.
Caldo, celebrativo, nostalgico; lessico del "noi / insieme / assieme"; poco tecnicismo esibito; zero conflitto pubblico. Implicazione: con lui funziona il registro umano-del-riconoscimento; un memo governance-first "per gap e rischi" lo mette sulla difensiva.
Il punto dolente non è la tua competenza: è che riporti a Dario come lui. Non essendo di famiglia, la sua posizione dipende da fiducia e performance — quindi un senior esterno può toccare non solo l'orgoglio ma la percezione di sicurezza del ruolo. Da presidiare con cura.
Il leader possiede tutto il suo mondo: non c'è nessun altro da incolpare. Se la relazione con Gianfranco si incaglia, la causa non è "la sua resistenza" — è qualcosa che tu non hai ancora fatto bene. Questo ribaltamento è potentissimo: ti toglie l'alibi e ti tiene in modalità problem-solving invece che in modalità giudizio.
L'ego offusca il giudizio ed è l'ostacolo più grande. Doppia disciplina qui: tieni a bada il tuo (non hai bisogno di dimostrare di essere il più bravo il primo mese) e proteggi attivamente il suo. Fagli fare bella figura, non tu. Un riconoscimento pubblico a lui vale più di dieci tue dimostrazioni tecniche.
Il principio-cardine del teamwork: i reparti (e le persone) si coprono a vicenda; il nemico non è mai chi ti sta accanto. Rendi esplicito il nemico comune: il disordine, il rischio NIS 2, il bus-factor, i sistemi fermi a dieci anni fa. Tu e Gianfranco puntate insieme contro quello. Ogni volta che lo inquadri come alleato contro un problema esterno, spegni la competizione uno-contro-uno.
Il leader gestisce la relazione verso l'alto (il capo) e verso il basso/di lato (team e pari) insieme. Con Dario: rendigli facile il lavoro, niente sorprese. Con Gianfranco: non lasciarlo mai sorpreso e non lasciare che Dario lo sminuisca in pubblico. Tu sei il traduttore tra la lingua del business (Dario) e la lingua operativa (Gianfranco). Se i due non si capiscono, è compito tuo cucirli, non arbitrarli.
Nessuno governa bene più di 6-10 persone in diretta: si comanda per intento, delegando ai leader intermedi. Traduzione: lascia a Gianfranco l'IT operativo con confini e obiettivi chiari, e lascialo comandare la sua squadra. Non svuotarlo — investilo. Un incumbent che riceve un perimetro netto e rispettato diventa un alleato; uno svuotato diventa un ostacolo silenzioso.
Piani e comunicazione vanno tenuti semplici: la complessità genera fraintendimenti, e i fraintendimenti sotto stress diventano problemi. Con Gianfranco significa una cosa sola: che il tuo ruolo e i confini siano una frase chiara che ripeti uguale a tutti. Se lui, il suo team e Dario sentono tre versioni diverse di "cosa fa Aldo", nasce l'ansia. Una versione, semplice, coerente.
Il leader deve credere nella missione per farci credere gli altri; se non ci crede, deve capirne il perché finché non ci crede. Gianfranco fiuterà in un secondo un "a fianco non sopra" recitato. Devi crederci genuinamente (e ci credi: è la tua storia, NIS 2 come complemento mai sostituzione). Il tuo compito è farlo credere a lui che questo cambiamento serve anche alla sua tranquillità e al suo lavoro, non solo alla proprietà.
La cultura non è ciò che predichi: è ciò che tolleri. Le tue prime settimane sono osservate al microscopio — da Gianfranco, dal suo team, da Dario. Il modo in cui tratti l'incumbent nei primi dieci giorni diventa la norma di come si tratta la gente in quell'IT. Modella il rispetto coi fatti: dai credito, non prenderti meriti altrui, non parlare male di scelte passate. Quello che fai tu, gli altri lo faranno con te.
Il buon leader tiene insieme gli opposti: fermo sugli standard, attento alle persone; sicuro ma umile; guida ma sa farsi guidare (sul terreno operativo, lasciati guidare da Gianfranco). Con lui: sii deciso sul dove vuoi portare la governance, e morbido sul come e con chi. Rigidità sul fine, flessibilità sui modi.
| # | Mossa | Perché funziona (ancorata a un fatto) |
|---|---|---|
| 1 | Prima conversazione senza agenda tecnica. Fatti raccontare la storia dei sistemi Gonzato: cosa c'era, cosa ha costruito, perché certe scelte. | Per un "custode" l'ascolto zero-giudizio è l'atto di rispetto fondativo. |
| 2 | Ricorda i nomi del suo team e cosa sa fare ciascuno. | Il suo valore #1 è la squadra: trattarli da persone vale più di dieci discorsi di strategia. |
| 3 | Riconosci un progetto-firma: il CRM Vaadin coi dati storici dagli anni '60. Fattelo spiegare, apprezzalo sincero. | È materiale d'orgoglio ricorrente: dirgli "vedo il valore di ciò che hai fatto" senza adulare. |
| 4 | Posizionati come "layer diverso", mai "livello sopra". "L'IT operativo lo tieni tu; io il layer sopra — governance, NIS 2, policy — non vengo a mettere le mani nel tuo motore." | Riprende il tuo stesso frame: complemento, mai sostituzione. |
| 5 | Egger come ponte, non confronto: "tu l'unificazione multi-paese l'hai fatta, io la governance/security — mettiamo insieme i pezzi." | Lo tratti da pari con know-how che ti serve, non da subordinato da correggere. |
| 6 | Coautore, non destinatario: la prima policy IT / il piano NIS 2 chiediglielo di firmare con te. | Il gap è reale ma va colmato insieme, così è merito condiviso e non un tuo trofeo che espone il suo vuoto. |
| 7 | Proteggi pubblicamente budget e progetti 2026 davanti a Dario, attribuendoli a lui. | Il segnale "non riscrivo il tuo 2026" disinnesca la paura dello scavalcamento. |
| 8 | Cadenza lenta e coerente. Nei primi 6 mesi privilegia costanza e affidabilità rispetto a vittorie da esibire. | Tipo a lealtà lunga (13 anni in TURO): la fiducia si costruisce per accumulo, non per colpo d'effetto. |
Con Gianfranco non vale la neutralizzazione anti-costo che usi con le PMI: è un pari che ha fatto il Group CIO in CH (Egger, Neuchâtel). Qui la Svizzera avvicina — usala come ponte, non da nascondere.
Da usare quando il momento è naturale, non a raffica.
"Ho visto che hai fatto il Group CIO in Egger, su Italia-Svizzera-Germania-India — anch'io vengo da 11 anni in un gruppo con base in CH. Com'è stato gestire l'IT su così tanti paesi?"
"Quel CRM che consolida i dati storici dagli anni '60 su Vaadin — me lo racconti? È il tipo di integrazione che voglio capire bene di questa casa."
"Mi hanno detto che sei tu che fotografi il volley — Trentino, Modena. Non lo sapevo, è una bella cosa. Come ci sei arrivato?"
"Il lavoro che fai con le scuole dell'Alto Vicentino, i PCTO col Chilesotti, mi ha colpito. È un tema a cui tengo anch'io — come lo tenete vivo?"
"Sage X3 qui: raccontami com'è andata l'adozione, cosa gira bene e cosa ti fa ancora tribolare. Parto dalla tua lettura, non dalla mia."
"I progetti 2026 che hai in corso con Dario — facciamo un giro insieme così mi ci innesto senza pestarti i piedi?"