Confidenziale
Aldo Brunello
Piovene Rocchette (VI)
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Come mi collocherei in Gonzato Group
Per Francesca, Dario e Davide

Francesca,

ti ringrazio per l'incontro di mercoledì: ne sono uscito con le idee chiare. Come mi hai chiesto, ho messo per iscritto dove mi collocherei nella vostra organizzazione: non l'elenco delle competenze — quello è nel CV che vi ho lasciato — ma il ruolo che credo possa servirvi e come lo interpreterei.

È una proposta aperta. Condividila pure con Dario e Davide, e poi ditemi se e dove la vedete diversamente.

Il punto di partenza

Avete le idee chiare e delle basi da riordinare, dopo anni intensi. Sul piano operativo l'azienda è ben presidiata. Quello che, come mi avete detto, a volte manca "nelle decisioni importanti" è una figura di raccordo: tra la proprietà, le operations e l'IT. Una persona che trasformi le vostre intenzioni in scelte tecnologiche coerenti e che, soprattutto, sappia dire "fermiamoci un attimo, valutiamo" prima di un investimento. È esattamente il ruolo che so ricoprire.

Dove mi collocherei

Una figura di raccordo tra le operations e l'IT, complementare a entrambe. Da una parte Luca e la sua squadra, che conoscono i processi meglio di chiunque; dall'altra l'IT che avete già. Io mi colloco nel mezzo e porto ciò che serve per farli lavorare in sintonia — metodo, priorità, sicurezza, governance — senza togliere spazio a nessuno: non vengo a sostituire nessuno, questo è chiaro.

Non una casella in più sopra la struttura, ma una posizione di coordinamento e indirizzo, con uno sguardo di gruppo (Italia, Croazia, Spagna), perché è lì che ragionate.

E soprattutto: non un consulente esterno a partita IVA, ma una figura interna, stabile. All'inizio il ruolo prende forma sul campo, conoscendoci — la fiducia si costruisce lavorando, non si impone con un titolo — e poi cresce in base ai risultati.

Cosa porto

Come imposterei i primi mesi

Nei primi mesi ascolto e prendo nota: conosco Luca, il team e i sistemi, e individuo — numeri alla mano — dove ottimizzare i costi. Poi metto ordine nelle iniziative già aperte e definisco poche priorità, con il ritorno atteso. Quindi si passa all'esecuzione, sui temi che contano davvero — il configuratore è un esempio. Una sola regola di metodo: poche cose, fatte bene. Il rischio che conosco, e che mi avete descritto, è aprire troppi fronti e non chiuderne nessuno.

Sul valore, e sul costo

Ragiono come ragionate voi: una figura così si misura prima su quanto fa risparmiare, evitando le scelte sbagliate, che su quanto costa. Sarebbe bastato fermare in tempo uno dei progetti andati male perché si ripagasse da sola. I numeri ce li siamo già detti e non mi sono parsi un ostacolo: sul resto possiamo definire insieme la forma migliore.

Quanto agli strumenti, utilizzo le soluzioni più recenti — inclusa l'intelligenza artificiale — come leva di efficienza al servizio delle persone che già avete, non per sostituirle. Il configuratore è un buon esempio: con i metodi di oggi è alla portata, dove qualche anno fa non lo era.

In sintesi

Mi collocherei come figura di raccordo e di governance tra operations e IT, con una visione di gruppo: al fianco di Luca e dell'IT esistente, partendo con prudenza per costruire fiducia e crescendo in base ai risultati. Se voleste darle un nome nell'organigramma, la definirei Responsabile IT di Gruppo — o, in termini più precisi, Head of IT Governance & Security; ma il nome conta meno del contributo concreto. Disponibilità immediata; e per un ruolo di fiducia come questo la forma a tempo indeterminato è, anche per voi, la più coerente.

Sono una persona diretta e trasparente, abituata a lavorare insieme agli altri verso obiettivi condivisi. Resto a disposizione per parlarne di persona, quando vorrete.

Un cordiale saluto,

Aldo Brunello
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